Lombardia infame, non avrai le mie ossa, ma purtroppo ti stai sucando i miei soldi e credo anche che tu li gradisca più delle ossa. Quest'anno non ho ancora iniziato ed ho già voglia di andarmene a casa... cmq la vita va avanti ed i giorni trascorrono lenti. "l'uomo saggio è quello che parla poco" (Prof. Floramo docet) ed io non sono mai stato saggio!!!!
Sicuramente è vero che questo blog nasce con intenti ironici, che riflettono la personalità del sottoscritto e che, il più delle volte hanno soltanto l'intento di guardare alla drammatica realtà della nostra quotidianità con un sorriso (non escludo che in certi casi si possa trattare di una paresi)... giusto per non stare sempre depressi ed incazzati.
Purtroppo non tutti sono di questo avviso... d'altronde si sa: "il riso abbonda sulla bocca degli stolti", perciò perchè dare soddisfazione ad uno che prende tutto con una risata ed una battuta... meglio insultarlo e fargli sapere che nella vita c'è poco da ridere.
Allora ti (mi) contattano, ti (mi) aggrediscono e te (me) ne dicono di cotte e di crude... magari a torto (quasi sempre a torto).
Eppure tra la folla di diffamatori (alle volte assolutamente inaspettati) - ogni tanto - salta fuori anche qualcuno che, cogliendo lo spirito dei post e del blog, vi partecipa con allegria e simpatia.... questa di per sè è già una bella soddisfazione.
Ancora più soddisfazione, però, la si prova quando scopri che quello che tu hai scritto sul tuo anonimo e sconosciuto blog (che poi, a giudicare dalle statistiche che vedo... tanto sconosciuto non è) è stato letto anche dai diretti interessati (di solito persone ignare della mia esistenza o del fatto di essere sul web per qualche cavolata a loro carico).
Così accade che, con mia somma soddisfazione (ed anche una smorfia ilare) scopro che una nota agenzia immobiliare che, tempo fa, avevo canzonato (sempre con fare ironico) per non aver bollato un cartello affisso sulla propria vetrina (come invece richiederebbe la normativa vigente; vedi http://slapsmaelus.spaces.live.com/blog/cns!434F491EE4350C45!643.entry) deve in qualche modo aver scoperto di essere finita sul web.... e così ha subito provveduto ha sostituire il cartello irregolare, con uno regolarmente bollato.
PRIMA...................
....... DOPO!!!!
Non so perchè, ma dopo questo avvenimento mi sento un po' Gabibbo, mi verrebbe da dire: "Belandi!!!!", ma siccome sono siculo allora preferisco commentare con un: "SUCUNI!!!!"
Beh che dire di più.....
A tutti quelli che colgono lo spirito del mio blog, auguro di passare una serena estate in relax ed allegria!!!!
A tutti i miei denigratori posso dire solo una cosa: "..... e fatevela una cazzo di risata!!!!!"
I precari... strana razza, che popola il belpaese, molto più che il resto del mondo.
Effettivamente, anche la definizione di precario è uno di quei neologismi che servono per dare un po' più di bellezza, di stile, di allegria a qualcosa che di bello ed allegro non ha nulla (tipo Spazzino=operatore ecologico; strozzino=operatore finanziario privato, ecc).
Tra le più grandi piaghe del nostro Paese, al terzo posto, io ci piazzo la precarietà (al I e II ci stanno giustizia e sanità... che sono a dir poco scandalose).
Una volta si usava il tasso di disoccupazione come metro di misurazione del malessere del Paese... da un paio di anni a questa parte non si parla più di disoccupazione ... al contrario si sente sempre più spesso dire che il tasso di disoccupazione in Italia è sceso a livelli minimi, rispetto al passato....
...."grazie al cazzo (e scusate il francesismo) dico io, adesso siamo tutti precari !"
Che almeno se dici di essere disoccupato, sai di cosa stai parlano: Che fai? - ti chiedono Sono disoccupato! rispondi Lo vuoi un lavoro? - ti ribattono No grazie sto cercando di smettere - rispondi tu
Ma se ti dicono: Che fai? Sono precario! E che vuol dire? Significa che sono disoccupato, ma non possono prendere impegni a lungo termine, perchè magari potrei ricevere un offerta lavorativa a tempo indeterminato!
é ovvio che in simili circostanze, la gente dia i numeri: essere precari è come stare sospesi nel limbo... non si è ne carne ne pesce! (un po' come quelle anguirie prese al supermarket, che esternamente sono perfette... ma poi non hanno alcun sapore. Ecco quelli sono dei peponidi precari combatutti tra la cucuzza e l'anguria).
I PRECARI SONO COME LE ANGURIE! (per dirla alla Shrek)
Ma scopriamo qualcosa di più sui precari:
1) ogni anno migliaia di precari migrano dal Sud al Nord Italia per motivi di lavoro; di solito si muovono in branchi (sopratuttuto nel periodo di fine agosto, fine dicembre e pasqua); il mezzo di trasporto "tipico" (non preferito, al contrario, fosse per loro darebbero fuoco a tutti i vagoni ferroviari con dentro dirigenti, manager, capotreni, capostazioni ecc. di trenitali) è il treno;
2) i precari tendono a deprimersi facilmente... sopratutto dopo essersi guardati allo specchio al mattino presto;
3) i precari costituiscono il 70% del potenziale intellettivo (inutilizzato) del nostro paese;
4) se non fosse per i precari, padroni di casa ed agenzie immobiliari potrebbero andare in fallimento;
5) per ogni precario che prende un posto di lavoro a tempo indeterminato, altri 150 meditano di fare saltare in aria le sedi di Camera e Parlamento;
6) ogni volta che un politicoo parla di lavoro e legalià, un precario si gratta le palle in segno di scaramanzia;
7) i precari hanno la malsana abitudine di accoppiarsi tra loro e di mettere al mondo famiglie precarie, col gene del precariato diffuso nel proprio DNA;
8) la vita media di un precario è di 60 anni... superati i quali o prende un posto di lavoro fisso, oppure si spara;
9) i precari non conoscono la parola PENSIONE... o perlomeno l'hanno sentita nominare nei testi legislativi, ma non hanno mai avuto modo di vederla dal vivo;
10) i precari non usano la parola FERIE... al suo posto parlano di DISOCCUPAZIONE!
Tra le tante attività che caratterizzano l'umano agire, ce n'è una che non dovrebbe mai - per nessun motivo - essere affidata agli uomini:
STIRARE
La maggior parte delle lettrici, storcendo il naso, dirà che è il solito episodio di maschilismo, che è tutta una scusa per lasciare questo ingrato compito alle donne, ecc.
Vi assicuro che qui il maschilismo non c'entra nulla: semplicemente l'uomo non è capace di stirare a causa di una questione di baricentro.
La presenza del pene, grande o piccolo che sia, sbilancia totalmente il baricentro maschile al punto che, anche mettendoci tutto l'impegno possibile, nessun maschio riuscirà mai a stirare una camicia come si deve.
Come faccio a sostenere ciò?
Più e più volte ho ribadito il mio odio verso la stiratura, il ferro da stiro e le pubblicità affini a tale argomento..... perchè, sebbene io trascorra ore ed ore nel tentativo di stirare anche una singola camicia, il risultato che ottengo è sempre lo stesso:
ogni singolo capo (camicia o t-shirt che sia) finisce per venirmi sbilanciato a destra (e non si tratta di allusioni politiche)!!!!!
Per lungo tempo mi sono convinto di essere io ad essere negato per codesta attività, ma dopo aver stirato per 3 volte consecutive la stessa camicia ed aver ottenuto lo stesso identico risultato ho concluso che a monte ci deve essere qualcosa di più della mia incapacità; così ho concluso che non può trattarsi altro che di un difetto strutturale insito nel corpo maschile.
Io do tutta la colpa al pisello (dopio l'invidia del pene.... l'accusa del pene! Freud roditi le budella!!!!)..... e sono giunto a dedurre che a seconda di dove pende il pene si possa stabilire la posizione del baricentro maschile.... ed ecco perchè tutte le camicie mi vengono stirate storte, è colpa del pisello che pende a destra.
Adesso le soluzioni sono 2:
1) intervenire chirurgicamente sui bambini appena nati, applicando loro un sistema di molle e tiranti che, tenendo perfettamente centrale il loro pene li faccia crescere con un baricentro centrato al millesimo.
2) varare una proposta di legge con la quale venga universalmente riconosciuta l'incapacità dell'uomo di stirarsi una camicia, e pertanto i comuni, le regioni e lo Stato si assumano l'onere di provvedere a supplire questa incapacità tramite servizi di stiratura domiciliare e gratuita per tutti coloro che sono nella mia situazione.
Beato te che tra un po' vai in ferie, dove te ne vai?
Questa è la domanda che da qualche giorno a questa parte mi viene fatta, piuttosto frequentemente, ed alla quale io puntualmente rispondo:
No! in estate io non faccio le vacanze... faccio il disoccupato!!!
Chissà perchè, ma tutti quelli che conosco (e che non fanno gli insegnanti) sono convinti che quello del docente sia il mestiere più spassoso del mondo:
si lavora solo mezza giornata
è un lavoro tranquillo e privo di pericoli
si hanno un sacco di regali da parte degli studenti e delle loro famiglie
si ha il rispetto e la stima degli abitanti della città in cui si lavora
si gira il mondo gratis (con le gite scolastiche)
si va in ferie tutta l'estate
insomma l'insegnante fa proprio una bella vita, quasi quanto un VIP!!!
Sulla definizione di VIP sono abbastanza concorde, l'insegnante moderno è sicuramente un VIP, cioè un
VERY IMPENITENT PRECARY
Io credo che chi ha quell'immagine del docente non entri in una scuola almeno dai tempi del libro cuore, difatti non una di quelle cose dette in precedenza è vera ed in particolare l'ultimo punto.
Così questa mattina rientro da lavoro ed un vicino di casa mi guarda e sorridendo, quasi roso dall'invidia, mi dice: "beato lei che adesso si fa 2 mesi di ferie!!!"
Io lo guardo un po' rincoglionito (vuoi per la stanchezza della giornata, vuoi perchè la parola ferie l'ultima volta che l'ho sentita è stata nelle Cronache di Narnia o in Harry Potter ed il malefico idraulico) mi volto verso di lui e gli dico: "ma veramente io d'estate non lavoro e devo fare domanda di disoccupazione.... non le definirei delle vere e proprie ferie, infatti non percepisco lo stipendio"
Il vicino un po' imbarazzato mi guarda e dice: "beh non fa nulla, chissà cosa le hanno regalato i suoi alunni per la fine dell'anno scolastico ?"
Io, sempre con la stessa espressione, lo guardo e sospiro: "in effetti qualcuno mi ha fatto trovare nel cassetto una scatola di supposte alla glicerina....solo che erano scadute nel 2001"
Lui, ancora più imbarazzato, cerca di mettere una pezza alle sue gaffes dicendo: "ma vuole mettere la soddisfazione di essere un docente laureato alla sua età ?"
Io, ormai l'espressione sul mio viso è lo specchio dell'apatia, rispondo: "l'80% dei miei studenti ha la carta di credito e vestiti da centinaia e passa di euro.... io faccio la spesa al discount, e le commesse mi guardano pure male"
Basta il vicino è imbarazzatissimo così, per non sbagliare più, mi stringe la mano e salutandomi mi dice: "su non si abbatta che è ancora giovane.... e comunque si goda le ferie!!!!!"
Io salgo sull'ascensore e pronuncio solo una parola: